MHUG
Giuro che stavolta faccio sul serio.
In principio ci fu il diario segreto in cui scrivevo cose che sapevano tutti. Gli amori che riempivano quelle pagine ancora non conoscevano la riservatezza che mi contraddistingue oggi. Poi ho aperto un blog in cui annotavo disparati pensieri sul mio vivere quotidiano. Quindi sono sbarcata su Facebook, nel 2008, dove condividevo status così assurdi che se essere imbarazzanti fosse un reato io sarei in carcere da allora. A causa della sua graduale trasformazione nella Rai1 dei social, ho abbandonato Facebook e mi sono trasferita a tempo pieno su Instagram su cui, tutt’ora, pubblico storie che hanno un po’ il sapore del diario iniziale.
Meno segrete ma più riservate.
Questo per dire che scrivo da sempre e che, da sempre, la mia scrittura racconta ciò che faccio, quello che vedo, chi incontro e cosa penso. Nel tempo, però, è cambiata. Perché siamo cambiati io e il mio punto di vista, certo, ma anche perché è cambiato il mezzo. Passare dal diario, al blog, ai social ha significato accorciare drasticamente i testi. Condensarli in poche righe. Creare dei lampi di significato che hanno modificato anche il modo di pensarli. E forse ne hanno guadagnato in incisività ma certamente ne hanno perso in approfondimento.
Per questo nasce MHUG.
Perché rivoglio un posto in cui dilungarmi. Non nel senso di scrivere a vuoto ma in quello di usare tutte le parole che ho a disposizione per esprimere tutti i pensieri che ho in testa. Voglio sgranchirmi il cervello.
MHUG si legge MAG come magazine, ricorda MUG come tazza e contiene HUG come abbraccio. È una raccolta di cose che scrivo a colazione e che rappresentano il mio modo, poco fisico e molto mentale, a tratti cinico e spesso ironico, di entrare in contatto con ciò che mi circonda.
Avrà la cadenza del caso, rubriche fisse e contenuti a sorpresa.
Intanto partiamo con:
PALCOSCENICI MISTI: spettacoli d’arte varia che avvengono davanti a un pubblico. Che poi sarei io. Cioè quella che ne parla.
OLTRE LA SOGLIA MINIMA D’ATTENZIONE: libri, film e serie TV che mi piacciono e che quindi riesco a leggere e vedere senza distrarmi.
SPUNTIFY: io so pochissimo di strumenti e canzoni e cantanti ed epoche musicali però conosco chi ne sa moltissimo. Unendo i due punti di vista nascono nuove prospettive. E forse anche delle playlist.
POSSO DIRE?: considerazioni che faccio, pensieri che spuntano, riflessioni che nascono mentre vivo. E a volte anche quando dormo.
GITE PIÙ O MENO FUORI PORTA: grandi viaggi e mini giri che mi conducono fuori città, fuori regione, fuori paese, fuori continente. O semplicemente dietro l’angolo.
ELENCO DI LINK: per dare un’accelerata alla fine del mondo alimentando il consumismo sfrenato, collezionerò una serie di link puntati dritti verso oggetti che colpiscono la mia attenzione. No criterio, no budget, no judgement.
Ora. Non è che queste meraviglie arrivano dal cielo in autonomia.
Per leggerle dovete riceverle e per riceverle dovete iscrivervi al canale.
È gratuito.
Altrimenti io cosa sto qui a fare.
